Rinascere

Voglio raccontarvi la mia storia, una storia di felicità, di dolore, di paure, di sofferenze, di speranza, ma soprattutto di salvezza.

Mi chiamo Orazio Simone, sono un ragazzo di 23 anni nato con un problema di atresia alle vie biliari. Questa diagnosi mi è stata data dai medici del reparto di chirurgia pediatrica dell’ospedale di Brescia, la struttura in cui fui ricoverato la prima volta quando ero molto piccolo, a causa di gravi crisi emorragiche e febbri alte.Per i medici fui subito un caso disperato e l’ unica speranza che avevo era il trapianto di fegato. Mi indirizzarono a Bruxelles, dove esiste un centro specializzato in questo tipo di interventi. Andai dunque per effettuare una visita e valutare le mie condizioni, ma si presentò subito un problema: l’operazione, le spese di degenza e di soggiorno costavano molto e per i miei genitori, due semplici operai, era impossibile pagare tutto. Ma piano piano le cose iniziarono a cambiare… I colleghi di lavoro di mio padre, a sua insaputa fecero una colletta; poi si aggiunse un appello alla città, sottoscrizioni per la raccolta fondi nelle scuole, nei negozi, nelle aziende, dal Nord al Sud, e infine una partita di calcio organizzata dai dj italiani più famosi. Da quel momento con i soldi raccolti potemmo prenotare l’operazione, ma dovevo aspettare un organo compatibile con il mio. Intanto le mie condizioni di salute peggioravano sempre più. Continue e ripetute emorragie mi portarono a essere sempre più debole arrivando al coma. Poi la decisione, l’ultima possibilità: uno dei miei genitori sarebbe diventato il mio donatore. Dopo una serie di esami i medici scelsero mia mamma. Arrivò il giorno dell’intervento. Il 6 luglio 1994. Una data memorabile. Ricordo di aver pregato insieme ai miei genitori, come abbiamo sempre fatto. Andò tutto bene. Sono rinato in quel momento grazie al fegato, ma sopratutto sono rinato grazie a Dio. Dopo un lungo periodo di degenza, controlli continui ed esami tornai a casa. Per tanti anni presi molte medicine e feci spesso biopsie di controllo. Ora ho diminuito la dose dei farmaci e i farmaci stessi arrivando a 2…Sto bene. Ho praticato sport ad alti livelli, mangio tutto ciò che voglio, esco con i miei amici, lavoro, viaggio e mi sono sposato. Posso condurre una vita normale, una vita soprattutto dove Dio è presente. Lui ha permesso tutto e guidato ogni cosa per il mio bene. Non mi ha mai lasciato perché ho sempre gridato a Lui. A volte Dio non compie ciò che gli chiediamo e la riposta a tutto non la troviamo sempre. Nessuno sa il motivo per cui molti bimbi che ho conosciuto non ce l’hanno fatta, ma io so per certo che Lui mi ha tenuto in vita per uno scopo ben preciso: far conoscere il miracolo di Dio in me, ed è quello che sto cercando di fare con te. La vita è un suo dono ed è Lui che decide cosa farne.

A te che leggi e magari ti senti affranto, scoraggiato, depresso, voglio dire una cosa: la scienza e la medicina ti aiuteranno fino ad un certo punto. I medicinali che ti danno o ti daranno, ti faranno assopire momentaneamente come un’ anestesia, ma quando l’effetto finirà, andrai a letto scombussolato e con vuoto dentro, un vuoto enorme, che niente e nessuno potrà mai colmare. Rivolgiti a Dio e chiedigli solo una cosa: ”…SE CI SEI, SE ESISTI, FATTI SENTIRE…”. Vedrai, la Sua risposta arriverà. Lui risponde sempre.

Questa è la mia storia e questa è la mia vita e io sono ancora in vita grazie a Dio!

 

“La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono”

                                                                                                                                 (Ebrei 11:1)

Simone L.