Ci sono delle cose per cui è davvero importante vivere e lottare.
Le storie della Bibbia sono anche in questo di ispirazione. Andiamo a vedere un episodio della vita del patriarca Abramo (Genesi 14.13-23).
Dopo che Abramo e suo nipote Lot si separarono, delle numerose bande armate attaccarono Sodoma facendo diversi prigionieri, e tra questi Lot e la sua famiglia. La vita riserva dei momenti drammatici dove occorre fare qualcosa! Ecco cosa fece Abramo.
Vivere per la propria famiglia
A rischio della propria stessa vita, Abramo lotta pur di soccorrere e salvare Lot che era per lui come un figlio. Lo fa a dispetto perfino delle scelte sbagliate fatte dal nipote in precedenza, come quella di abitare nel posto sbagliato. Pensiamo ora all’ipotesi che anche Abramo fosse andato ad abitare vicino a Sodoma! Chi li avrebbe liberati?
Invece Abramo scelse di abitare lontano dalla città corrotta! E così poté esser strumento di liberazione.
Abramo non esita un istante. Ci sono momenti dove occorre lasciare tutto e correre armati a liberare i propri cari. Le armi del cristiano sono la preghiera, la strategia offerta dalla Parola, la guida dello Spirito di Dio. Che Dio ci dia saggezza per soccorrere i nostri figli quando sono attaccati da bulli o cattivi pensieri, tentati da false gioie, sedotti da falsi miti o cattivi compagni. Perfino delle cose lecite e belle come lo sport e il tempo libero possono diventare legame che impedisce una vita spirituale vissuta nella fede e con il popolo di Dio se queste sono messe al primo posto.
Vivere per la giustizia e la pace
La narrazione del nostro testo continua con un incontro imprevisto. Ad Abramo si presenta Melchisedek, re e sacerdote che gli va incontro offrendogli del cibo, ovvero pane e vino. Lo fa nel nome di Dio, benedicendo Abramo e benedicendo Dio. Il significato di questo gesto è un messaggio al patriarca da parte di Dio: ciò che ha fatto Abramo per la sua famiglia non è oscuro a Dio. Abramo ha rischiato la vita per la sua famiglia, ha chiesto aiuto a Dio per la vittoria, e ha vinto. La giustizia e la pace riposano su Abramo, il suo gesto è apprezzato da Dio!
Melchisedek, personaggio storico rintracciabile solo nelle fonti Bibliche, diventerà nel Nuovo Testamento emblema del sacerdozio unico di Gesù che ci è venuto incontro per darci ristoro, benedizione, vittoria, comunione. Il pane e vino ce lo ricordano bene!
Di fronte a questo personaggio Abramo ringrazia Dio per la provvidenza, la vittoria, la benedizione, e lo fa offrendo la decima di ogni cosa.
Abramo non è avaro, ha imparato l’arte del dare, sa condividere con altri, è consapevole che ogni benedizione viene da Dio e solo da Lui. Quando rischi la vita e non la perdi, capisci che tutto è di Dio e la vita appartiene a Dio che decide ogni cosa. Allora non è fatica offrire a Dio, non è perdita dare a chi ufficia tra Dio e gli uomini!
Dio ci liberi da una vita religiosa avara, apatica, ridotta a un piccolo culto offerto ogni tanto, tanto da diventare …evangelici non praticanti (sic!). L’esempio di Abramo per tutti noi è quello di una fede attiva, partecipe, offerente, consapevole e in comunione con l’unico Mediatore tra Dio e gli uomini, Cristo Gesù.
Vivere per una vita pura e separata dal male
Nella nostra storia c’è un secondo personaggio che si avvicina ad Abramo. È il re di Sodoma. Sembra conciliante, generoso, è certamente riconoscente verso il patriarca ebreo perché ha liberato dalle mani dei nemici diversi abitanti di Sodoma e recuperato il bottino. Ecco che questo re offre in dono ad Abramo i propri beni da poco recuperati. Ma Abramo non li accetta e il nostro testo lo sottolinea: non prenderò nulla affinché non si dica che il re di Sodoma mi abbia arricchito. Che decisione! Che coraggio! Abramo con questo afferma che ogni benedizione viene da Dio e deve esser chiaro a tutti!
I re prosperano con la forza, i popoli fanno guerra per accaparrarsi i beni altrui, ma Abramo confida in Dio che è padrone del cielo e della terra e arricchisce chi vuole. Del resto Abramo è stato chiamato da Dio stesso a seguirlo per ricevere la benedizione. E sebbene ancora la storia non sia conclusa e Isacco non sia ancora nato, Dio è sempre l’autore della benedizione, e Abramo lo sa per fede, e ha già visto la mano di Dio tante altre volte.
Il no di Abramo al re di Sodoma è un no al peccato, al mondo, alla seduzione. È un no che ci ricorda la tentazione nel deserto fatta da Satana a Gesù, e ci ricorda che la vita del credente è una vita separata dal male. Anche quando ci sembrerà di perdere qualcosa non sarà così perché è Dio che ci arricchisce in ogni cosa.
Era uno speciale.
Rischia la vita per salvare il nipote e famiglia fatti prigionieri (Gen. 13:14-16); vince e libera Lot suo nipote.
Ha due incontri speciali con due re: MELCHISEDEK e il Re di Sodoma.
Abramo INCONTRA un uomo, che è re e anche sacerdote di Dio
Incontro con Melchisedek (Il cui significato è “il mio Re è giusto, o re di giustizia -Re di Salem“. Sacerdote dell’altissimo, ELYON è uno dei nomi di Dio altissimo appunto.
cosa fa Melchisedek?
- Offre pane e vino. Significa nutrimento, riposo, comunione… unità per il suo gesto, il suo cuore
- Lo benedice
- Benedice Dio
E’ un incontro veramente avvenuto, era un re vero. L’epistola agli Ebrei riprende questo fatto per farne emblema, tipo, rappresentazione di un sacerdozio diverso da quello levitico, che è unico. Gesù è unico sacerdote, perché giusto, perché risorto. (Ebrei 7)
cosa fa Abramo?
Mangia beve in comunione, loda Dio e offre la decima dei beni al sacerdote. Cioè riconosce il valore, l’ufficio, la persona, e il suo agire è riconoscenza verso Dio.
Mi preme sottolineare il valore della riconoscenza non solo nella decima, offerta che fa Abramo, ma in un’altra azione che compie e che vedremo tra un attimo…Un altro si avvicina ad Abramo, è il re di Sodoma, città perversa dove abitava il nipote.
Cosa fa il re di Sodoma?
Questo re è riconoscente ad Abramo perché oltre a Lot sono stati liberati altri di Sodoma!
Gli propone di tenere i beni per se, ma Abramo rifiuta perché la ricchezza che ha la attribuisce solo a Dio. Nessuno arricchisce Abramo, ma Dio lo fa…
Abramo a uno dà, dall’altro non prende nulla. Tradotto: a Dio dà, dal mondo non prende… C’è lucidità di pensiero, chiarezza, consapevolezza. Deve esser chiaro che è Dio che ci dà… come deve esser chiaro che noi decidiamo di dare a Lui.
- L’espressione: ho alzato la mano significa confidare in Dio, arrendersi, promettere a Dio…
Alzare le mani quando preghiamo, non deve esser solo emozione, imitazione, ma molto di più!
L’insegnamento per noi?
- lottare per chi è prigioniero
- riconoscere il vero mediatore e benefattore, riposare in Dio,
- offrire a Dio e alzar le mani a Dio solo.
Franco Spina
